La divisione Home Movies della Disney, battezzata Walt Disney Cinecasa, sbarcò anche in Italia nel 1969 dopo alcuni anni in cui delle pellicole prodotte dalla casa Francese Film Office, con corti Disney in bianco e nero, venivano distribuite anche da noi. Ai titoli francesi veniva semplicemente sostituita la scatolina d’oltralpe con una, praticamente identica, la cui unica differenza stava sulla costa inferiore, dove il titolo dello spezzone proposto era in Italiano. I film, in quanto muti erano gli stessi venduti in Francia.

Il formato di pellicola su cui Walt Disney Cinecasa si focalizzò nei primissimi anni di vita fu l’ 8mm, già noto e usato per le proiezioni casalinghe in America fin dagli anni trenta. La dimensione dell’immagine da proiettare era decisamente più piccola e più scura rispetto al successivo Super 8 e la perforazione occupava molto più spazio.

In questo formato vennero messi in vendita alcuni film su mini bobine da 15 metri, con spezzoni tratti da Silly Symphonies e da corti di Topolino (come ad esempio I Tre Porcellini, La Lepre e la tartaruga) e che duravano circa tre minuti.

Di questi cartoni animati erano disponibili anche le versioni integrali, su rulli da 60 metri in una collana chiamata Parata Disney.

Ma da subito i titoli più popolari furono indubbiamente i filmini da 60 metri, che garantivano circa sette minuti di proiezione, tratti dai lungometraggi di animazione classici. Fra i quali Il Tuffo Di Brontolo da Biancaneve E I Sette Nani, Pinocchio E La Balena da Pinocchio, La Fata Madrina Di Cenerentola da Cenerentola e Il Principe e Il Drago da La Bella Addormentata Nel Bosco.

Per quanto riguarda l’episodio tratto da Biancaneve e i Sette Nani ricordiamo come curiosità che fin dalle prime copie uscite, sia in 8mm che Super 8 avevano l’audio preso dal primo doppiaggio Italiano del 1938 che non fu mai in seguito sostituito dal ridoppiaggio del lungometraggio del 1972.

Questi primi filmetti, che nelle specifiche tecniche della scatolina apribile venivano chiamati 8mm Normale, erano disponibili in versione bianco e nero e nella versione colore che costava il doppio, ma tutti muti, ossia senza pista sonora.

Nella prima metà degli anni settanta anche in Italia il Super 8 cominció a prendere sopravvento sul regular, ma i due formati convissero fino al 1976 circa, come ci dimostra anche il mini foglietto/catalogo ritrovato all’interno di alcune confezioni, che indicava i costi e le caratteristiche per le pellicole di entrambi i tipi. La diversità di prezzo non era dovuta alla differenza tra Normale e Super, ma dalla lunghezza delle bobine (lunga o corta) e se fossero a colori o meno.

Quando il Super 8 fu proclamato come unico formato di cinema in casa, e Disney Cinecasa cessó la produzione degli 8mm nel 1977, i box cartonati apribili in due pezzi, in cui continuavano ad essere vendute le bobine in America e nel Regno Unito, da noi andarono definitivamente in pensione, sostituiti totalmente da scatoline in cartoncino abbastanza fino con apertura a linguetta superiore e inferiore. Nonostante il packaging fosse il primo impatto che si avesse col prodotto, purtroppo lo sforzo per customizzare le nostre copertine fu sempre minimo. Ove facilmente possibile, sull’artwork originale veniva cancellato il titolo in lingua Inglese usando il colore dello sfondo e sostituito con la traduzione Italiana, usando font molto semplici e spesso completamente diversi oltre che il più delle volte posizionati malissimo all’interno della grafica dell’immagine. Nei casi più “difficili” invece, il logo/titolo veniva direttamente coperto da una grossolana pecetta (nera, bianca o colorata) su cui si traduceva in Italiano.

Vi mostriamo una selezione di copertine, soprattutto appartenenti alla prima wave, che hanno la grafica modificata per il nostro paese nei modi descritti.

Da un certo punto in poi, più o meno dall’introduzione sul mercato dei secondi spezzoni di ogni film classico, come illustrazione di copertina veniva lasciata direttamente quella originale, con titoli e loghi non più tradotti. Le “spiegazioni” nella nostra lingua venivano date sulle coste laterali e soprattutto sul retro, dove il breve riassunto della trama veniva dato in Italiano.

Nonostante i Super 8 a colori ricreassero in casa la vera magia cinematografica Disney, la produzione delle versioni in bianco e nero continuò per tutti gli anni settanta, in quanto venduti a prezzo più economico rispetto al colore e molte famiglie, già abituate al b/n dei televisori, sceglievano di proiettare quelle.

I colori delle coste dei box, inizialmente permetteva ai collezionisti e appassionati di riconoscere al volo in negozio se la copia venduta era in bianco e nero o a colori. In origine infatti le coste di colore blu indicavano che il filmino contenuto fosse la versione in bianco e nero, mentre i cartonati rossi erano sinonimo di pellicola a colori. In questo periodo spesso anche le stesse bobine erano blu o rosse, invece della classica grigia, proprio ad indicare il b/n o colore. Era presente in un tondo anche il logo Walt Disney Productions e la faccia di Topolino.

La specifica tecnica che indicava se il film fosse muto o sonoro era indicata su una specie di griglia (prima bianca e poi nera) stampata sulla linguetta in basso a sinistra.

La sovrabbondanza di scatoline stampate per alcuni titoli a colori ma muti, portò al loro riciclo per vendere l’equivalente sonoro con l’aggiunta di un piccolo adesivo bianco, applicato in fase di impacchettamento, con la scritta Edizione Sonora.

L’ordine nei colori però duro poco. Le bobine blu spariscono e diventano più numerose le grigie delle rosse. Alcune edizioni a colori e sonore, cominciarono ad apparire anche all’interno di scatoline con la costa blu, spesso con adesivetto messo a coprire le originali specifiche tecniche. Esempio di questo sono queste copie a colori di Pinocchio e la Balena e Robin Hood e Little John, La Tata Perfetta, Peter Pan e il Capitano Uncino, Una vacanza Meravigliosa, La Fata madrina di Cenerentola e Il Principe e il drago.

Tra il 1979 e il 1980 il packaging dei Cinecasa cambiò completamente e i cartonati cominciarono ad essere sostituiti con quella che i collezionisti chiamano la “cinecassetta“, una scatola di plastica dura che ricordava quella dell’audiocassetta anche nell’apertura, ma ovviamente più grande e quadrata. Il retro, non trasparente, di questo nuovo contenitore era inizialmente grigio ma poi ha cambiato colore. Tra il 1980 e il 1981 diventò azzurro e poi negli ultimi anni di vita del formato tra il 1986 e il 1988 fu usata plastica nera.

Ma cosa si vedeva come prima immagine quando si incominciava la proiezione? Cosi come poi nelle VHS e nei DVD, i primi fotogrammi erano quelli di un annuncio che ricordava (in lingua inglese) che la pellicola era venduta solo per l’uso privato nelle proprie abitazioni e assolutamente pubblico o commerciale e che tutti i diritti di copyright erano riservati. Il cartello successivo indicava il titolo dato allo spezzone e da quale lungometraggio fosse tratto.

Ricordiamo che in Italia furono prodotte anche delle versioni pirata di alcuni titoli Walt Disney Cinecasa (i Super 8 pirata degli interi film sono un altro discorso che forse affronteremo più in là). Queste bobine non ufficiali erano proposte, sempre nei negozi di foto/ottica ma a prezzi leggermente inferiori, in una scatola di cartoncino bianco molto delicato che spesso non ha superato bene la prova del tempo, con un’unica copertina per tutti i film che riportava sempre la stessa illustrazione di Topolino degli anni cinquanta affiancato da Paperino e Pippo, ed il titolo battuto con macchina da scrivere o impresso a mano con uno stampino. La qualità della pellicola era molto più scadente rispetto agli originali e già in principio aveva colori scuri e sfalsati. I titoli più piratati erano Il Tuffo Di Brontolo e La Fata Madrina Di Cenerentola (sulla copertina indicati genericamente solo come Biancaneve e Cenerentola). 

Segnaliamo anche, fra i pezzotti di quei tempi, questa serie di filmetti chiamati Disneyland, che in copertina aveva sempre questa immagine creata copiando i personaggi da altre illustrazioni Disney. Sul retro si capiva bene che si trattava di una scatolina generica, che poteva contenere film e generi a caso come western, comics e cartons, scritto proprio con una lettera O in meno. Nella nostra, presa in un lotto, abbiamo trovato una Merry Melodies della Warner Bros.

Nel 2026 purtroppo il destino della maggior parte delle pellicole Cinecasa è ormai segnato. I super 8 a colori messi in vendita negli anni settanta e primi anni ottanta erano su stock Kodak o di marche imprecisate che sono tutte virate sul rosso o arancione. Gli unici film di quei tempi che si sono salvati nella colorazione originale furono quelli stampati su stock Agfa oppure ricercatissime copie immesse nel mercato a partire dal 1982, anno in cui la Kodak comincia ad usare lo stock Eastman “LPP” (Lowfade Positive Print) un procedimento di stampa resistente allo sbiadimento dei colori. Purtroppo la data di introduzione dell”Eastman LPP non è sinonimo di tutte copie perfette, visto che i magazzini erano strapieni di film già stampati col vecchio processo ancora da mettere in commercio. Altro pericolo per queste pellicole è quello di acetosi, un processo irreversibile che porta al sbriciolamento dei film e innescato principalmente dalla conservazione delle bobine in ambienti troppo caldi e umidi.

Alcuni titoli sicuramente non sono mai stati stampati in Italia su pellicola a basso decadimento (LPP), perché la Disney decise di mandarli fuori catalogo prima del 1982. Tra questi Winny Puh e L’albero del miele, Pedro Pilota Postale, Elliot Il Drago Invisibile, Paperino Sulle Ande, Il Pupazzo di Pece, Gauchito e L’asinello Volante, Le Astuzie Di Fratel Coniglietto.

Ma c’e’ un modo per andare a colpo sicuro per capire quale siano le pellicole che si sono salvate dallo sbiadimento?  Dal caro amico Gian Luca Mario Loncrini, che generosamente condivide con noi le scoperte fatte in decenni di collezionismo, apprendiamo che la quasi totalità di pellicole contenute nei cartonati con costa rossa e adesivo edizione sonora sono copie in fading, cosi come tutte quelle contenute nelle cinecassette con retro in plastica azzurra del 1980/1981. Tutte le pellicole contenute in queste confezioni specifiche  sono quindi da evitare se le si vedono in vendita online o nei mercatini dell’usato.

Con un pò di fortuna invece, copie buone stampate su LPP, possono capitare in alcune confezioni cartonate rosse senza bollino aggiuntivo (edizione sonora), in alcune box costa blu riciclate dal bianco e nero, in molte cinecassette grigie e senza alcun dubbio nelle cinecassette con retro nero anche se in queste ultime i master da cui sono stampate le pellicole non sono più gli originali ma copie di copie.

Alcune delle nostre cinecassette grigie ci hanno fatto la sorpresa di ritrovare i colori ancora buoni su alcuni corti e Silly Symphonies!

Nel 1979 vennero messe in vendita anche in Italia delle bobine da 120 metri, chiamate Gli Speciali, con montaggi di scene tratte da vari corti animati degli anni quaranta e cinquanta, caratterizzati da un tema comune come il Natale, o da un personaggio Disney in particolare. Esistevano quindi compilation dedicate a Paperino, Pluto, Pippo e ovviamente a Topolino, per il quale fu prodotto un rullo speciale che celebrava proprio nel 1979 il suo cinquantesimo compleanno intitolato Il Primo Giubileo. Tutti questi Super 8 avevano come scatola una versione gigante della cinecassetta.

Purtroppo anche la maggior parte di queste bobine, che avevano un tempo di proiezione di circa quattordici minutu, non si sono salvate dalla condanna del fading.

Oggi, in un mondo dove lo streaming impera e i formati fisici stanno scomparendo, il collezionismo Super 8 in Italia è ancora tenuto in vita da molte persone tenaci che continuano a fruire di film in casa esattamente come si faceva negli anni settanta, cercando, comprando e scambiandosi pezzi, preferibilmente stampati in LPP.

La ditta inglese Derann, leader nel mondo home movies nel Regno Unito fin dagli anni settanta e che ha avuto anche tanti clienti Italiani, ha immesso sul mercato fino al 2010, anno in cui chiuse definitivamente, nuovi Super 8 di film interi (tutti su licenze ufficiali compresi i Disney), sia classici che del momento, e finanche riproduzioni di centinaia di trailer cinematografici per maratone di proiezione variegate.

A chiusura di questo articolo vogliamo salutare affettuosamente Nunziante Valoroso e Gian Luca Mario Loncrini, i nostri due amici super collezionisti di pellicole e ricordarvi che la prima parte del nostro viaggio nei Super 8 Disney la trovate QUI.